Aperta risposta (vera) alla ragazza (finta) che cerca un marito intelligente attraverso la risoluzione di un’equazione

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Ero quasi alla fine del 3° o 4° anno alle scuole superiori quel giorno in cui gettai l’occhio sull’equazione assegnataci dall’insegnante e diedi al volo il risultato. Sì, avete letto bene: semplicemente guardandola. Non era particolarmente complicata, ma nemmeno sempliciotta. C’era da lavorarci, anche se priva di seno, coseno e logaritmi. Ebbi un’ebbrezza indescrivibile, non per l’esaltazione, ma perché mi ero impressionato. Dopo gli esami abbandonai gli studi e presi altre strade. C’est la vie. Oggi non sono più allenato, e come ho già detto e ridetto, non ce la posso fare: ho bisogno della calcolatrice pure per sapere che ore sono (!).

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Galaxy 999 Intercity

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Siamo onesti: le persone che scrivono sono di due tipi: i geni e coloro che premono i tasti. Io non ce la posso fare: sto tra i secondi. I miei scritti infatti devono essere così noiosi e soporiferi che non mi stupirebbe sapere che li si leggono in qualche gruppo anonimo come rimedio contro l’insonnia (!). Ma lascio ai vostri commenti l’ultima parola.

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Come mi vorresti?! Vediamo un po’!

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“Sono molte coloro che desiderano avere un marito, e tuttavia non riescono nell’impresa. Sai perché? Perché lei dice: voglio un uomo saggio, ma tu sei una pazza: non può funzionare, la pazza sta bene con il pazzo. Come lo vorresti questo marito? Vuoi un marcantonio, ma sei minuta: non va bene. Magari egli è di un paese in cui gli uomini sposano donne alte. Ci fu una volta una tale che voleva per marito un tal ragazzo, e voleva incontrarlo; le di lui sorelle la accompagnarono in modo che lui incontrasse la fanciulla; già scalzo, egli era altissimo, e lei invece piccolina piccolina. Infine le fu detto: lui ti piace? Oh sì che mi piace! Ma il ragazzo vedendo lei così mingherlina disse: ma tu non piaci a me. O quanto le stette bene! Ma ora riprendiamo il discorso.

Come vuoi che sia fatto questo marito? Lo voglio onesto, e tu sei disonesta. Ancora non sta bene. Quindi come vuoi che sia fatto questo marito? Lo vuoi morigerato, e tu sei immodesta. Non l’avrai. O ancora come vuoi che sia fatto questo marito? Non voglio che sia goloso, e tu stai sempre a ingozzarti. Non sta bene. Come lo vorresti? Lo vuoi di buona volontà, e tu sei una perdi giorno. Come lo vuoi? Lo vuoi mite, e tu urleresti a una pagliuzza che ti intralciasse il cammino. Come lo vuoi? Voglio che sia rispettoso, e tu non rispetti né padre, né madre né alcuna persona: non te lo meriti. Come lo vuoi fatto? Io voglio che sia un tacchino, e tu sei una gallina.”

Da una novelletta di San Bernardino da Siena

“È un cattivo richiedente colui che nega agli altri quello che domanda per sé.” (San Pietro Crisologo)

Principe di Terra Riarsa


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