Aperta risposta (vera) alla ragazza (finta) che cerca un marito intelligente attraverso la risoluzione di un’equazione

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Alla fine del 4° anno delle scuole superiori, l’insegnante ci assegnò un’equazione da risolvere. Vi gettai l’occhio e diedi al volo il risultato. Sì, avete letto bene: semplicemente guardandola. Non era particolarmente complicata, ma nemmeno sempliciotta. C’era da lavorarci, anche se priva di logaritmi. Ebbi un’ebbrezza indescrivibile, non per l’esaltazione, ma perché mi ero impressionato. Dopo gli esami abbandonai gli studi e presi altre strade. C’est la vie. Oggi non sono più allenato, e come ho già detto e ridetto, non ce la posso fare: ho bisogno della calcolatrice pure per sapere che ore sono (!).

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Il ponte

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Che preferiate il ponte sullo Stretto o quello di Traiano, in campo umanista e culturale oggi si parla così tanto di gettare ponti che a breve diverremo tutti pontefici. Tutti tranne sol io: come infatti ho indicato nell’articolo del treno non ce la posso fare. Mi limito perciò a gettare un ponte nel titolo di un articolo.

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Come mi vorresti?! Vediamo un po’!

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“Sono molte coloro che desiderano avere un marito, e tuttavia non riescono nell’impresa. Sai perché? Perché lei dice: voglio un uomo saggio, ma tu sei una pazza: non può funzionare, la pazza sta bene con il pazzo. Come lo vorresti questo marito? Vuoi un marcantonio, ma sei minuta: non va bene. Magari egli è di un paese in cui gli uomini sposano donne alte. Ci fu una volta una tale che voleva per marito un tal ragazzo, e voleva incontrarlo; le di lui sorelle la accompagnarono in modo che lui incontrasse la fanciulla; già scalzo, egli era altissimo, e lei invece piccolina piccolina. Infine le fu detto: lui ti piace? Oh sì che mi piace! Ma il ragazzo vedendo lei così mingherlina disse: ma tu non piaci a me. O quanto le stette bene! Ma ora riprendiamo il discorso.

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